Il mondo
della nocciola

 

Dove cresce

 

La comparsa della pianta del nocciolo nell’area del Mediterraneo e dei Balcani risale alla preistoria, in un periodo molto antecedente rispetto all’olivo e alla vite, ed è infatti una delle prime ad essere coltivate dall’uomo per esigenze alimentari.

 

Il nocciolo (Corylus avellana L.) appartiene al genere Corylus, nome che deriva dal greco “corus”, piccola noce. Il genere Corylus comprende 25 specie, le più importanti sono C. avellana (il nocciolo comune), C. maxima (il nocciolo gigante), C. colurna (il nocciolo turco) e C. pontica.
La coltivazione è localizzata in quattro aree principali: una delle più importanti corrisponde alla costa meridionale del Mar Nero, la seconda è in Italia, la terza in Spagna e la quarta nella parte occidentale del Nord America.


Il nocciolo è una pianta molto ramificata, di altezza massima pari a 5-6 metri, caratterizzata da un tronco con corteccia liscia e compatta e un legno di colore bianco-rossastro. Le foglie sono semplici e alterne, larghe circa 6-10 cm, hanno nervature evidenti e si presentano ruvide al tatto e ricoperte di piccoli peli.


I noccioli producono infiorescenze unisessuali. I fiori maschili possiedono quattro stami che cominciano a formarsi durante la tarda estate per maturare al termine dell’inverno seguente. I piccoli fiori femminili maturano invece durante l’inverno, protetti da brattee all’interno di una gemma. Da un punto di vista botanico il frutto è una noce e compare solo a grappoli di due o quattro esemplari. Ciascuna nocciola è protetta da larghe brattee dal margine sfrangiato, inizialmente di colore verde chiaro, che giungono a maturazione assumendo la caratteristica colorazione bruna.

 

 

 

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